Quando si sceglie un montascale, l’attenzione va quasi sempre alla guida, alla poltroncina, alla curva della scala. Il comando a mano — cioè il dispositivo con cui si avvia e si ferma il movimento — viene spesso dato per scontato.
Non dovrebbe. Per chi ha le mani rigide, un’artrite, una debolezza post-ictus o anche solo le dita affaticate dall’età, il tipo di comando fa la differenza tra un uso autonomo e sicuro e una fonte quotidiana di frustrazione.
Questa guida spiega i quattro tipi principali di comandi a mano, come funzionano e chi dovrebbe preferire quale.
Come funziona il comando a mano: la regola base di tutti i montascale
Prima di distinguere i tipi, c’è un principio che accomuna tutti i comandi a mano dei montascale fissi installati in Italia.
Si chiama comando a uomo presente, in inglese hold-to-run: il montascale si muove solo finché si mantiene una pressione sul comando. Si rilascia il comando — per qualsiasi motivo, anche involontariamente — e il montascale si ferma in modo dolce e automatico.
Non è una scelta del produttore. È un requisito di sicurezza obbligatorio stabilito dalla norma europea EN 81-40:2020, la normativa CE che regola la costruzione e l’installazione dei montascale per persone con mobilità ridotta. La stessa norma, all’Allegato E, prevede raccomandazioni specifiche per l’adattamento dei comandi a utenti con difficoltà motorie alle mani.
Questo significa che nessun montascale a norma può avviarsi e andare da solo con un solo tocco. L’utente deve tenere il comando premuto per tutta la durata del percorso.
Quanti tipi di comandi esistono?
I comandi a mano si dividono in quattro tipologie principali, che si differenziano per forma, gesto richiesto e grado di sforzo necessario.
Il joystick: il più diffuso in Italia

Il joystick è il comando più comune sui montascale venduti nel mercato italiano. Si trova integrato nel bracciolo, in genere sul lato esterno o sulla sommità, e funziona come una piccola leva: si spinge nella direzione che si vuole percorrere, in alto per salire e in basso per scendere.
Non richiede di afferrarlo con tutta la mano. Basta applicare una leggera pressione laterale con un dito, il palmo o anche il polso — utile quando le dita non collaborano.
Chi lo sviluppa in questa direzione lo fa in collaborazione con terapisti occupazionali, proprio perché il joystick deve funzionare per persone con mobilità ridotta delle mani: chi soffre di artrite reumatoide o osteoartrite, chi ha avuto problemi neurologici, chi ha perso forza di presa.
Il joystick è la scelta più versatile: si adatta a molte condizioni fisiche e si monta su entrambi i lati del bracciolo a seconda della mano prevalente dell’utente.
La leva a bilanciere (rocker switch): semplice come un interruttore della luce

Il bilanciere è un tasto piatto diviso in due metà. Si preme una metà per salire, l’altra per scendere. Il meccanismo è esattamente quello di un interruttore a bilico domestico, quello del lampadario o del boiler.
Il vantaggio è la semplicità gestuale: non bisogna capire dove puntare o inclinare nulla, non c’è ambiguità. Si schiaccia a sinistra o a destra, in alto o in basso a seconda dell’orientamento.
È una buona opzione per chi non ha buona motricità fine ma riesce ancora ad applicare una pressione piana con la mano. È anche difficile da azionare per sbaglio, il che lo rende sicuro.
La levetta (toggle switch): il comando pensato per le dita artritiche

La levetta è una piccola leva verticale che si inclina nella direzione desiderata. Non va premuta: basta orientarla, come si punta il dito. La pressione richiesta è minima.
Questo tipo di comando nasce da una riflessione specifica sull’artrite: chi ha le dita rigide o doloranti fatica a mantenere una pressione continuata su un tasto, ma riesce a spostare leggermente un oggetto. La levetta sfrutta proprio questo principio.
La posizione è studiata: si trova di solito al bordo esterno del bracciolo, in un punto raggiungibile senza alzare il polso o ruotare l’avambraccio. Questo riduce lo sforzo articolare durante tutta la durata del percorso.
La paletta (paddle): il comando su entrambi i braccioli

La paletta è una superficie piatta e larga integrata nel bracciolo. Si attiva spingendola nella direzione di marcia con pochissima forza — anche solo appoggiando la mano.
La caratteristica distintiva di questo design è che la paletta viene installata su entrambi i braccioli, non su uno solo. L’utente può usare la mano che preferisce, o quella che funziona meglio in un dato momento. È una soluzione pensata anche per chi ha un lato più debole — per esempio dopo un ictus — senza bisogno di adattamenti aggiuntivi.
Il gesto è simile a quello di spingere leggermente qualcosa in avanti: nessuna presa, nessuna torsione, nessuna pressione sostenuta con le dita.
Un dettaglio spesso ignorato: la posizione del comando sul bracciolo
Il tipo di comando conta, ma conta anche dove si trova sul bracciolo.
Un comando ben progettato si trova in una posizione raggiungibile senza alzare il braccio da appoggiatoio, ruotare il polso o flettere il gomito. Alcuni modelli permettono di regolare la posizione del comando lungo l’asse del bracciolo in base alla lunghezza del braccio dell’utente.
Alcuni costruttori hanno brevettato comandi con superficie leggermente cedevole — tecnicamente definiti compliant — che possono essere attivati con qualsiasi parte della mano: il dito, il palmo, il lato, la punta. Non richiedono un contatto preciso e sono pensati esattamente per chi non ha un controllo fine dei movimenti.
Il materiale e la forma del comando, in questi casi, sono parte integrante del design accessibile.
Quale comando è meglio per te?
Non esiste una risposta universale. Dipende dalla condizione specifica dell’utente.
| Condizione | Comando consigliato |
|---|---|
| Nessuna limitazione alle mani | Joystick (versatile, intuitivo) |
| Artrite alle dita, rigidità in flessione | Levetta (toggle) o paletta |
| Forza ridotta ma presa ancora presente | Joystick ergonomico o bilanciere |
| Difficoltà a tenere premuto per tutta la corsa | Joystick (meno sforzo del pulsante continuo) |
| Lato debole (post-ictus, emiplegia lieve) | Paletta su entrambi i braccioli |
| Scarso controllo motorio fine | Bilanciere o paletta |
La valutazione migliore la fa un terapista occupazionale, che può osservare la mobilità della mano nella vita quotidiana e indicare il tipo di comando più adatto. In caso di dubbio, vale la regola del “provare prima di acquistare”: molti installatori mettono a disposizione modelli dimostrativi.
La differenza con il pulsante a pressione continua
Vale la pena fare una distinzione che i cataloghi raramente chiariscono.
Alcuni montascale — soprattutto i modelli più economici o datati — usano un pulsante da tenere premuto per tutta la durata del percorso. Fisicamente, il gesto è diverso dal joystick o dalla levetta: richiede una pressione attiva e sostenuta con il polpastrello o il pollice, spesso in una posizione non del tutto naturale per il polso.
Per chi ha dolore alle mani o ai polsi, questa differenza è concreta. Tenere premuto un pulsante per 30-40 secondi di salita non è lo stesso che appoggiare la mano su una paletta o inclinare leggermente una levetta.
Se la scelta è tra un pulsante e un joystick, e l’utente ha problemi articolari alle mani, il joystick è quasi sempre la scelta più comoda.
Il comando a mano e il telecomando: due funzioni diverse
Il comando a mano serve per guidare il montascale durante il percorso: l’utente è seduto e governa la corsa in tempo reale.
Il telecomando — di cui parleremo in una guida separata — serve invece per chiamare o inviare il montascale a un piano, quando l’utente non è seduto. Sono due dispositivi con funzioni complementari, non alternativi.
Un montascale ben configurato li prevede entrambi.
Domande Frequenti
Come funziona il comando a mano di un montascale?
Quali sono i tipi di comandi a mano per montascale?
Qual è il comando a mano più adatto per chi ha l’artrite?
Il montascale si può usare con una mano sola?
Cosa succede se si lascia andare il comando durante la salita?
In sintesi
Il comando a mano di un montascale è un componente tecnico con impatto diretto sull’autonomia quotidiana dell’utente. La norma EN 81-40:2020 lo regola come dispositivo di sicurezza, con il principio hold-to-run che ne governa il funzionamento di base.
Le quattro tipologie principali — joystick, bilanciere, levetta e paletta — rispondono a esigenze fisiche diverse. La scelta giusta si basa sulle condizioni specifiche dell’utente, non sulle preferenze estetiche o sul modello di punta del catalogo.
Quando si chiede un preventivo, vale la pena chiedere esplicitamente quale tipo di comando è incluso — e se è possibile provarlo prima.










