Il 22 marzo 2026, giorno del referendum sulla giustizia, due ragazzi in carrozzina si sono presentati alla Sezione 12 della scuola Rocco Scotellaro di Ercolano, in provincia di Napoli. Il montascale c’era. La piattaforma servoscala accanto alle scale era lì, funzionante. Mancava solo una cosa: qualcuno in grado di attivarla.
Nessun addetto. Nessun responsabile. I carabinieri chiamati dai ragazzi non si sono presentati. Alla fine li hanno caricati su un pulmino e portati in un altro seggio, in un’altra scuola, per far esercitare loro quello che la Costituzione chiama un diritto.
Votare è un Diritto
Uno dei due ha detto davanti alla telecamera: «Oggi c’è mio padre che mi può aiutare. Ma tanti altri che sono soli?»
È una domanda che vale la pena fermarsi a leggere due volte.
Un problema di gestione, non di tecnologia
Questa storia non parla di edifici senza montascale. Parla di un montascale presente e inutilizzato perché nessuno era stato incaricato di azionarlo.

È una distinzione importante, perché sposta il problema dal piano tecnico a quello organizzativo. E il piano organizzativo — a differenza delle barriere architettoniche vere e proprie — si risolve con una telefonata, un elenco di referenti, un protocollo. Non con anni di lavori e finanziamenti.
L’associazione A.Ba.Co., che ha denunciato l’accaduto, ha usato la parola «umiliazione». È quella giusta. Perché non è lo stesso essere impossibilitati a entrare in un edificio e essere costretti ad aspettare fuori che qualcuno decida se aiutarti o no.
Fonte: Fanpage.it











