Paziente oncologica in attesa di un montascale: ritardi dell’Asl

Quella che stiamo per raccontare è una vicenda complicata in cui è coinvolta la burocrazia. Protagoniste principali della storia sono Veronica Carè e sua madre, purtroppo una paziente oncologica che necessita di un montascale. Fin qui nulla di strano. In fondo si tratta pur sempre di una vicenda di ordinaria amministrazione.

Anche il prosieguo non sorprenderà più di tanto soprattutto quando si saprà che a essere coinvolta è anche l’Asl del posto. Tutto inizia un po’ di tempo fa quando Veronica inoltra una semplice richiesta per l’installazione di un montascale.

Passa quasi un mese e finalmente la donna riceve la documentazione richiesta. Nonostante l’iter per inoltrare questa pratica sia piuttosto lungo Veronica non si lascia intimidire. Prima chiama un tecnico comunale per il sopralluogo e poi l’oncologo della mamma, che dopo una visita alla donna, le rilascia il foglio necessario per presentare la domanda al fornitore di prodotti ortopedici.

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Da questo momento in poi ha inizio “l’odissea”. Il rivenditore di montascale infatti, come da copione, inoltra la richiesta all’Asl di competenza e specifica a Veronica che l’ausilio sarebbe arrivato al via libera dell’azienda sanitaria. Nulla perviene. La donna però non si arrende. Lascia trascorrere 15 giorni e poi decide di contattare personalmente il reparto di riabilitazione.

Qui l’amara sorpresa. Per procedere all’installazione del montascale mancano ancora le relazioni dell’assistente sociale e del tecnico comunale. Veronica quindi si arma di santa pazienza. Chiama prima l’assistente sociale che si dichiara disponibile a inviare subito la documentazione richiesta e poi il tecnico comunale che provvede solo dopo ripetute telefonate e sollecitazioni. Finalmente Veronica riesce a completare la richiesta per l’installazione del montascale ma i problemi non finiscono qui.

stringere i tempi per ottenere montascale dall'azienda sanitaria locale

Non si conoscono i tempi dell’Asl. La questione ausilio quindi resta ancora in alto mare. A questo punto Veronica sbotta: “Mi chiedo come sia possibile che nell’era di Internet ci voglia più di un mese per inviare dei documenti e spero di poter risolvere il problema al più presto, soprattutto per mia madre”. E noi ci uniamo alle sue più che giustificate perplessità.

Redazione
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