Roma, Stazione Cipro senza montascale: disabile portato a braccio

La Stazione Cipro di Roma senza montascale e impianti funzionanti ha costretto un pellegrino sudamericano ad affidarsi al buon cuore dei presenti

Roma Caput Mundi? Purtroppo nel 2019 la città eterna continua a mantenere questo primato, in senso negativo però. Colpa di montascale e scale mobili non funzionanti, che impediscono di fatto la regolare fruizione dei mezzi di trasporto da parte di chi purtroppo deve fare i conti con una qualche forma di disabilità motoria.

A finire nell’occhio del ciclone è ancora una volta l’Atac, la cui “cattiva” gestione è stata immortalata da uno scatto di Fabrizio Fantilli del Comitato “Trionfalmente 17”. L’uomo ha catturato con il suo obiettivo l’esatto momento in cui un pellegrino sudamericano in sedia a rotelle è stato aiutato da altri passeggeri che gli hanno così consentito di raggiungere la banchina Termini/Anagnina.

la fermata cipro della metro di roma senza montascale

Impossibile non indignarsi dinanzi a un simile spettacolo. Eppure non sarebbe potuto essere altrimenti visto che alla Stazione Cipro della Metro di Roma l’ascensore è rotto, il montascale non c’è e la scala mobile è ferma. L’Atac si scusa per il disagio e intanto i disabili continuano a dover affrontare gravi difficoltà durante gli spostamenti.

Quello che è successo al gruppo di pellegrini sudamericani di ritorno dalla visita ai Musei Vaticani è solo l’ennesima dimostrazione di quello che significa essere disabili a Roma.

Lo sa bene il 50enne che sceso a Cipro è stato costretto e ha costretto suo malgrado l’intera comitiva a una sosta non preventivata. L’uomo per disabilità motoria non è riuscito a raggiungere autonomamente la banchina Termini/Anagnina vista l’assenza non solo di un montascale ma anche di impianti funzionanti e così ha dovuto affidarsi al buon cuore dei presenti che lo hanno portato a braccia.

I volontari hanno poi dovuto smontare anche la pesante sedia a rotelle elettrica per favorire un suo trasporto più agevole. Questo il ricordo che il gruppo di pellegrini sudamericani serberà della Capitale e dell’Italia.